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domenica 17 gennaio 2010

Il colonnello Filippo Zevi ed il suo testamento morale - 1889


Il colonnello Filippo Zevi era il mio trisavolo, nonno di mia nonna. Era un ufficiale dell’esercito, è stato istruttore di Vittorio Emanuele II. 
Fatto abbastanza inconsueto: un ebreo con un grado così alto nell’esercito, e siamo alla fine dell’ottocento. La liberazione degli ebrei a Venezia era avvenuta solo alla fine del 700. In così poco tempo, aveva conquistato una posizione di tale prestigio…
Lui è stato Colonnello nella guerra di Libia e pare che sia stato da laggiù che ha scritto questo testamento…che è un testamento morale, per il suo figlio Dino.
L'anno in cui scrive è il 1889, lo si capisce perchè annuncia al figlio Dino che sta per nascere la seconda sorella, la mia bisnonna Gilda, nata nel 1890. La mia trisavola Pia Grego muore dando alla luce Gilda, e questo testamento sembra quasi presagire quell'evento, vista l'insistenza con cui il Colonnello sottolinea il ruolo che Dino dovrà assumere in famiglia.




giovedì 7 gennaio 2010

La prigionia

Questo brano è tratto dal racconto "DEL PIGMALIONE DOTTOR FERRUCCIO FRANCESCHINI". Nomi e date sono di fantasia, ma la protagonista è mia nonna, e i fatti accaddero realmente, come testimonia questa lettera che mio nonno spedì alla sua amata alle carceri di Brescia l'8 dicembre del 1943.










Brescia, 8/12/1943


Dina mia adorata, stamane ho potuto vedere Papà che ho trovato abbastanza sollevato. Io ieri non sono andato a Milano perchè lì era festa [ndr. S. Ambrogio]. Vi andrò domani. Il nostro bambino [ndr. mio zio, fratello maggiore di mio padre] sta bene, l'altro ieri come tu mi avevi detto, gli ho comprato il camion grande con le botti ed era immensamente felice e riconoscente verso la sua mammina. Mangia sempre di buon appetito, esce tutti i giorni e gioca. Ora sono qui all'albergo Lottina: ti preparerò il pacco con le pantofole, l'occorrente per lavorare, 2 reggipetti, i calzettoni ecc. Ho qui anche le due giacche e i pigiami che però per ora non ti porto per non darti troppa roba che magari non ti serve. Occorrerà molto che tu ti organizzi per far lavare la biancheria sporca. Per domenica preparami un pacchetto di roba che porterò fuori a far lavare e che poi ti farò riavere. Stamane mi hanno dato solo il permesso per visitare Papà. Domenica mattina invece verrò a trovare te. Venerdì sarò di nuovo a Brescia con il dottor Casenghini [Ndr. Franceschini nel racconto]. Mogliettina mia, cerca di stare di buon animo, copriti più che puoi in modo di non prenderti qualche malanno. Fatti dare dei libri da leggere così il tempo ti passerà più in fretta. Non avere preoccupazioni per il nostro adorato bambino e per me. Noi ti pensiamo sempre e preghiamo Dio di farti tornare presto. Se puoi scrivimi e dimmi quanto ti può occorrere. Ti abbraccio assieme a Gianni con tanto affetto.
Tuo Tini


Sul biglietto di consegna dell'albergo Lottina puoi scrivere i tuoi desideri eventuali circa il mangiare. È tanto buona gente che nel limite del possibile cercheranno di accontentarti e di provvedere in mia assenza.  





[...] È il maresciallo dei carabinieri di Palazzolo, accompagnato da un uomo in borghese.
“Lei è la signora Serena Finzi, nata il 10 luglio 1918 a Milano? Coniugata Savinelli?”
“Sì”
“Favorisca il suo passaporto”     
Corro in camera a prendere il passaporto scaduto da un pezzo. Forse si tratta solo di un controllo, vogliono ritirarmi il documento.
“Chi c’è- chiede Alberto- Non è la voce del dottore”

domenica 3 gennaio 2010

L'ispirazione

Nella foto: Gilda Sacerdoti, con la primogenita Dina (mia nonna)
Nella foto: Il colonnello Filippo Zevi, nonno di mia nonna
Nella foto: Pia Grego, nonna di mia nonna

Nella Foto: I fratelli Zevi, in piedi a sinistra Gilda, madre di mia nonna, Adolfo, Dino e Anna

Questo blog nasce grazie al patrimonio di ricordi, fotografie,di oggetti e di vestiti che mia nonna, Dina Sacerdoti, ha lasciato alla mia famiglia, e che mia mamma - sua nuora - saggia e lungimirante, ha conservato con grande amore e cura. La vita di questa mia nonna, ebrea, nata l'8 luglio del 1914 e morta all'età di 93 anni, è narrata in una serie di racconti, da lei stessa manoscritti, e da noi posteri trascritti ogni anno, a Natale, e pubblicati in libriccini, secondo l'ordine dalla stessa nonna stabilito. Di tanto in tanto riporterò degli stralci di questi racconti, che descrivono una vita vissuta intensamente, a volte drammaticamente, ma sempre con grande ironia e pragmaticità.

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