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martedì 9 marzo 2010

Marcassite, argento, e ....


La marcassite è un minerale simile alla pirite e con lucentezza metallica, chimicamente è disolfuro di ferro.
Viene  lavorata ad uso ornamentale, spesso tagliata come le rosette di diamante ed incastonata nei gioielli per donare ad oggetti spesso nuovi un aspetto antico.
Si trova anche incastonata nella bigiotteria del periodo vittoriano , in quella degli anni 30 e in alcune realizzazioni moderne.
E' quasi sempre abbinata all'argento e alle pietre dure, in particolare al granato, alla giada, all'onice e alla corniola. 
Oltre a quell'allure antica, la marcassite riesce anche a dare grande luminosità ai gioielli e a trasformare oggetti anche semplici nelle forme in piccoli capolavori ornamentali, come è possibile vedere nelle foto che seguono.


Questa spilla floreale è un regalo di mia mamma. E' luminossissima, risalta molto sul nero ed è perfetta per chiudere stole e golfoni. La marcassite illumina le foglie,alposto dei fiori, gemme di granato.






Questi pendenti sono i primi orecchini che ho comprato, ormai 20 anni fa. Molto classici, di sapore vittoriano. La marcassite è abbinata alla corniola. 
Così belli da spingermi  a "disubbidire" a mio padre - che non voleva facessi i fori a i lobi -  pur di averli e poterli indossare.






Una tartarughina fatta ciondolo, in argento e granati, recente addizione alla mia collezione di tartarughe. La marcassite decora il centro del guscio ed evidenzia gli occhi. Le zampette e il collo si muovono rendendo ancor più curioso questo gioiello.





domenica 7 febbraio 2010

Una serata a teatro


Non che la mia vita mondana sia intensa come quella che mia nonna faceva nel dopoguerra milanese, quando andava spesso alle prime della Scala e gran ricevimenti, ma così mi immagino vestita per una elegante serata a teatro, con questo suo abito in pesante crêpe di seta, dalla semplice e fasciante linea a tubino arricchita da un corpetto in velluto rosso rubino completamente ricoperto da cascate di perline, scollatura quadrata simmetrica davanti e dietro e spalline anch'esse decorate da applicazioni nere luccicanti. Per tenere ben fermo il reggiseno, all'interno delle spalline sono stati messi degli strategici laccetti. I consueti piombi sono cuciti nell'orlo. Quest'opera d'arte è sempre della sartoria G. Baruffaldi - Milano.







Perfetto completamento di quest'abito sarebbero i pendenti antichi della mamma, ma in assenza di quelli anche dei più semplici pendenti in argento e granati da portare su una pettinatura raccolta e morbida.


 Sempre in argento, granati e marcassite, un ciondolo come  punto luce sulla scollatura.


Per coprire le spalle una stola di velluto e taffetà, che richiama i colori dell'abito. La borsetta è di coccodrillo, sempre degli anni '50


lunedì 18 gennaio 2010

I pendenti ottocenteschi


Da che ho avuto l'età per farlo, e pure prima, ho sempre chiesto in prestito a mia mamma i suoi gioielli.
Il primo fu un prestito illecito: avevo 5 anni e le rubai il brillante di fidanzamento per portarmelo all'asilo. Lo tenni tutto il giorno nella tasca del grembiule, non so come vi sia rimasto, dopo una giornta di giochi sfrenati, fatto sta che mia mamma lo scoprì la sera tastando il grembiule. Un ciondolo con diamante lo persi verso i 18 anni, in discoteca. Mia mamma era furente. Un anello con ametiste divenne mio per usucapione, e fu raggiunto da bracciali e spille in parure. Nella mia famiglia molti gioielli si ereditano nel corso della vita. Mia mamma li ha ereditati dalla nonna, assieme alle altre nuore, io da lei assieme a sorella e cognata. Insomma: i famosi "gioielli di famiglia".
Tra di essi c'è un paio di orecchini che con grande fatica riesco di tanto in tanto a farmi prestare: sono dei pendenti di manifattura inglese, epoca ottocentesca, montati ancora a vite, illuminati da diamanti grezzi con il tocco di colore dei rubini.



Osservandoli bene è possibile riscontrare molte delle caratteristiche tipiche dei gioielli della prima metà dell'800.

venerdì 8 gennaio 2010

Un gioiello da signora


La spilla: un gioiello difficile da portare perché spesso non si sa come e dove posizionarla. Il sito della spilla è molto importante perché richiama l’attenzione dello sguardo di chi ci sta di fronte. Occorre una certa abilità e un certo grado di gusto geometrico. Ma quando si prende confidenza con le spille ecco allora che un tailleur castigato e rigoroso prende luce e leggerezza. Posto ideale sarà il revers di cappotto o di una giacca, ma anche sulla spallina di un abito da sera, sa da sola fare il look.
La spilla è un gioiello a volte anche utile. Chiude una scollatura. Ferma un foulard con civetteria, o una sciarpa, chiude con garbo golfini e golfoni. Illumina e decora, è la nota chic nell'abbigliamento.
La spilla è un gioiello che nell’ambito nell’alta moda ha sempre avuto un posto di rilievo e anche oggi si è pienamente riconquistata il posto che si merita. L’apice del successo l’ha ottenuto nel corso della storia quando donne famosissime e icone della moda e del costume usavano questo gioiello per confermare la loro originalità ed eleganza. Un esempio su tutte: Jacqueline Kennedy.


 

Questa era di mia mamma, degli anni '70:  in oro, con un disegno sinuoso ed una lavorazione minuta, con piccole gemme di zaffiri e rubini che costellano la superficie

lunedì 4 gennaio 2010

Il regalo di Natale


Un gioiello nuovo, ma di sapore vintage, il bracciale montato utilizzando le perle di una vecchia collana di mia mamma che avrà la mia età. La chiusura originale di quella collana era stata usata nel giro di perle ricevuto, sempre a Natale, 2 anni fa.
Grazie mamma!



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